{"id":42,"date":"2025-05-01T18:48:28","date_gmt":"2025-05-01T16:48:28","guid":{"rendered":"https:\/\/santamariaesansiro.it\/web\/?page_id=42"},"modified":"2025-05-02T15:34:17","modified_gmt":"2025-05-02T13:34:17","slug":"gli-affreschi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/santamariaesansiro.it\/web\/chiesa\/gli-affreschi\/","title":{"rendered":"Gli affreschi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]S. Maria conserva un prezioso ciclo di affreschi quattrocenteschi, giudicato uno dei pi\u00f9 rilevanti nel panorama pittorico locale.<\/p>\n<p>L\u2019occhio del visitatore, al momento dell\u2019ingresso, \u00e8 colpito subito dalla spettacolare volta del presbiterio, dove campeggia un grande affresco di 100 metri quadri, diviso in 4 spicchi dalle nervature della volta, unite al centro. Vi sono rappresentati, con profondit\u00e0 ed eleganza, i 4 Evangelisti, assisi in troni di gusto spiccatamente gotico: S. Matteo con l\u2019angelo; S. Marco con il leone alato, S. Luca con il vitello alato, S. Giovanni accanto all\u2019 aquila con l\u2019aureola. In ogni spicchio della volta compare un leone rampante su fondo rosso: lo stemma araldico dei Maggi di Sale, i committenti dell\u2019opera. Essa viene datata al 1456, anno in cui Tibaldo Maggi ottiene il beneficio della Cappella Maggiore. Famiglia strettamente legata a Pavia, ove alcuni esponenti erano presenti gi\u00e0 nel 1284, pu\u00f2 essere considerata come la grande benefattrice della chiesa.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;369&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]La critica non ha ancora dato un nome certo al pittore che ha realizzato questo affresco di qualit\u00e0 altissima, sinora indicato come \u201cmaestro dei Maggi\u201d: da A. Malerba viene accostato a Franceschino Boxilio senior, castelnovese, attivo tra il 1450 e il 1481, capostipite di una famiglia di pittori che ha dato luogo ad una tradizione figurativa importante, la scuola dertonina. Lo stile degli affreschi dell\u2019area presbiteriale \u00e8 comunque quello ancora imperante a Pavia ai tempi di Galeazzo Maria, che aveva chiamato per la decorazione del castello di Pavia Bonifacio Bembo, uno degli ultimi esponenti della pittura tardo gotica, alla quale il nostro pittore appare fortemente legato, forse ispirato anche da Michelino da Besozzo, figura molto importante fra Trecento e Quattrocento nell\u2019arte pavese e lombarda dove aveva lasciato una impronta forte.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;370&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;371&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Sempre nell\u2019area presbiteriale, nel sottarco dell\u2019arco trionfale, sono rappresentate dodici figure di <u>patriarchi e profeti<\/u>: ciascuno porta il suo cartiglio in cui si pu\u00f2 leggere il nome: singolare e curiosa appare la figura di Abacuc, con occhiali a pince nez, particolare mai rilevato negli affreschi dell\u2019epoca. Sulla parete di fondo invece \u00e8 raffigurata l\u2019<u>Annunciazione<\/u>: l\u2019Arcangelo Gabriele e la Vergine sono posti sotto edicole diverse fra loro. Infine, sulla parete sinistra, entro una bellissima cornice a motivi floreali, una coppia di angeli turibolanti ed un\u2019altra di angeli inginocchiati, in atto di suonare la tromba del giudizio: facevano in origine cortina alla tomba di Jacobino Maggi, distrutta purtroppo in epoca napoleonica. L\u2019attuale colore del fondo, verde malachite, risulta probabilmente per alterazione dell\u2019azzurrite originale. Bellissime le ali degli angeli, elaboratissime e variopinte.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;372&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Altri affreschi si susseguono sulla parete della navata sinistra. Innanzi tutto un ciclo dedicato alla morte del Cristo, ove \u00e8 riscontrabile la mano di pittori diversi, probabilmente ignoti pittori locali della prima met\u00e0 del XV secolo. A sinistra della finestra ecco la scena della <u>Deposizione<\/u>, secondo un modello tradizionale del compianto sul Cristo morto: sono riconoscibili la Vergine, dietro di lei S. Giovanni, S. Giuseppe d\u2019Arimatea, Nicodemo, la Maddalena con le Pie Donne. A destra della finestra compare un <u>frammento di Crocifissione<\/u> di cui restano le figure dolenti della Vergine e di S. Giovanni. Al centro, ai piedi della Croce, il teschio di Adamo, secondo un\u2019iconografia diffusa nella prima met\u00e0 del secolo in area padana.<\/p>\n<p>Al di sotto, appare invece un affresco pi\u00f9 tardo ma di livello qualitativo molto elevato: rappresenta <u>la Vergine con il Bambino in visita a S. Elisabetta con S. Giovannino<\/u>. Si pu\u00f2 situare tra gli ultimi anni del Quattrocento e i primi del Cinquecento ed apre un complesso ed intricato problema attributivo. L\u2019uso perfetto della prospettiva, l\u2019iconografia denunciano infatti chiari influssi nordici e fiamminghi, per ora inspiegabili a Sale: si pu\u00f2 ipotizzare un autore che aveva avuto relazioni significative con Genova o Milano dove sono attestate presenze di pittori fiamminghi. Pi\u00f9 in alto compare lo stemma araldico dei Ricci, probabili committenti dell\u2019opera, poich\u00e9 era qui ubicato un altare dedicato a S. Elisabetta, di cui i Ricci avevano il patronato, gi\u00e0 menzionato in documenti del 1471.\u00a0 Infine, contiguo a questo affresco, compare un frammento di un <u>Santo francescano<\/u>, forse S. Bonaventura.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;373&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Sono molto interessanti, e di buon livello, i due Santi affrescati nell\u2019intradosso della finestra: si tratta di un <u>S. Sebastiano<\/u> che qui appare, contrariamente all\u2019iconografia pi\u00f9 diffusa che lo vuole nudo, nelle vesti di cavaliere, con le frecce strette nella mano, secondo l\u2019uso nordico e lombardo. Di fronte, un altro <u>Santo (forse S. Bovo) <\/u>anch\u2019egli in veste di cavaliere. Gli abiti sono quelli in uso nelle corti padane in quel torno di tempo.<\/p>\n<p>Si giunge infine alla Cappella terminale della navata, oggi dedicata alla Madonna della Guardia e anticamente a S. Nicola. Ci troviamo di fronte a vari affreschi, purtroppo alcuni molto frammentari, raffiguranti santi a cui vengono dedicate forme di devozione particolare dalle comunit\u00e0, dalle corporazioni artigiane, da singole importanti famiglie, secondo un uso che si era andato affermando nel Quattrocento.<\/p>\n<p>Sulla parte interna del pilastro a sinistra, ecco un frammento di <u>S. Eligio,<\/u> protettore degli orafi, con gli strumenti di lavoro; sul pilastro di destra invece troviamo una frammentaria figura di <u>S. Stefano<\/u> con i sassi sulla spalla. All\u2019esterno del pilastro \u00e8 raffigurato <u>S. Francesco<\/u> su fondo rosso. Questo affresco appare di notevole qualit\u00e0 e riconducibile ai modelli tardo gotici di cui si \u00e8 detto, molto prossimi a quelli di Manfredino Boxilio. Accanto compare il frammento di un altro Santo, forse un <u>S. Rocco.<\/u> A fianco compaiono <u>S. Agata <\/u>con la palma del martirio ed un <u>S. Cristoforo<\/u> dalle fattezze piuttosto grossolane. Questi ultimi sono attribuibili ad un pittore locale, di scuola tortonese del tardo Quattrocento.<\/p>\n<p>Sulla parete destra interna della cappella compare un affresco di pi\u00f9 ampio respiro, purtroppo con ampie lacune: La <u>Madonna con il Bambino tra i Santi Sebastiano e Antonio Abate e committenti<\/u> raffigurati pi\u00f9 in basso, un chierico e due oranti con manto di ermellino. L\u2019opera \u00e8 datata 1452. La cornice floreale ne ricorda altre analoghe a Cassine e le figure richiamano quelle presenti in affreschi della chiesa di Rivalta. Siamo comunque ancora in clima tardo gotico: i richiami alla cultura locale di met\u00e0 quattrocento sono molteplici, a cominciare dall\u2019abbigliamento.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;374&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; css=&#8221;&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Infine menzioniamo due affreschi che compaiono sulle colonne: sulla terza colonna della navata sinistra \u00e8 raffigurata una <u>Madonna con il Bambino<\/u> putroppo molto ridipinta. Nei bordi che la contornano \u00e8 ancora visibile il nome di Anselmo de\u2019 Calcaprinis fondatore nel 1489 di una cappellania intitolata ai Santi Giacomo e Filippo, per cui \u00e8 probabile che l\u2019affresco risalga a quegli anni.<\/p>\n<p>Sull\u2019ultima colonna della navata destra ecco invece una <u>Madonna con Bambino e angeli reggicortina <\/u>databile intorno agli ultimi anni del XV secolo e inizio XVI, attribuibile ad un pittore locale.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][tm_w_better_custom_menu title=&#8221;S.Maria e S.Siro&#8221; nav_menu=&#8221;s-maria-e-s-siro&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[vc_row][vc_column][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]S. Maria conserva un prezioso ciclo di affreschi quattrocenteschi, giudicato uno dei pi\u00f9 rilevanti nel panorama pittorico locale. 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