{"id":79,"date":"2025-05-01T22:03:10","date_gmt":"2025-05-01T20:03:10","guid":{"rendered":"https:\/\/santamariaesansiro.it\/web\/?page_id=79"},"modified":"2025-05-02T15:08:12","modified_gmt":"2025-05-02T13:08:12","slug":"gli-arredi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/santamariaesansiro.it\/web\/chiesa\/gli-arredi\/","title":{"rendered":"Gli arredi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Nonostante le traversie subite nel corso della sua lunga storia, la chiesa conserva tutt\u2019oggi arredi pregevoli che ci parlano delle variazioni avvenute per secoli nel culto e nelle pratiche devozionali: insomma essi sono i segni lasciati dalla storia religiosa di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Innanzi tutto si impone all\u2019attenzione del visitatore il maestoso <u>altare maggiore<\/u>, in stile lombardo, opera di notevole qualit\u00e0 esecutiva, la cui esecuzione si deve al marmorino Buzzi di Viggi\u00f9. E\u2019 datato 1775 ed \u00e8 stato realizzato in marmi policromi, molti dei quali provenienti da cave dell\u2019alta Lombardia oggi estinte. La <u>balaustra <\/u>che delimita l\u2019area invece \u00e8 pi\u00f9 antica: reca incise la data (1660) e il nome del committente, Antonio Boveri. L\u2019area presbiteriale \u00e8 ornata inoltre da due colossali <u>statue in stucco,<\/u> risalenti alla fine del Seicento. Di chiara impronta barocca esse vogliono testimoniare il lontano passato pievano della chiesa stessa e rappresentano S. Siro e S. Apollinare. Sempre alla sensibilit\u00e0 barocca si richiama la <u>Cappella terminale della navata destra<\/u>. In questo impianto decorativo spiccano le belle figure in stucco di S. Giovanni Evangelista e S. Giacomo Maggiore e le colonne volutamente fuori quadro che portano un dinamismo tipicamente barocco nel contesto severo della chiesa.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;353&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Accanto alla Cappella \u00e8 conservata una <u>Acquasantiera marmorea<\/u> risalente al XVI secolo: reca lo stemma dei Boveri e le iniziali L.B. (Lazzaro Boveri). Forse proviene dal distrutto Oratorio di S. Sebastiano, presso il quale era eretta una Confraternita di Disciplinati di cui Lazzaro Boveri fu sindaco e procuratore. A questo L.B. si deve pure lo straordinario <u>piede marmoreo<\/u> conservato nella parete della navata destra, orma del piede del Cristo. Si tratta di una iconografia rarissima: la scritta ivi incisa ricorda appunto il pellegrinaggio di Lazzaro in Terrasanta donde riport\u00f2 l\u2019impronta del sacro piede. Degno pure di attenzione anche il bel <u>fonte battesimale<\/u> del Seicento, anch\u2019esso in marmo, posizionato all\u2019ingresso della chiesa sul lato sinistro.<\/p>\n<p>S.Maria conserva, soprattutto, un ricco corredo di sculture lignee, tutte di alto livello qualitativo. Nella navata sinistra \u00e8 esposta la splendida <u>Madonna Addolorata<\/u>, opera del primo Settecento che ha attirato l\u2019attenzione degli studiosi (Cervini, Sanguineti, Spantigati), probabilmente resto di un prestigioso gruppo scultoreo che veniva portato in processione il Venerd\u00ec Santo. L\u2019opera \u00e8 stata attribuita ad un allievo del Maragliano, celebre scultore genovese, forse Pietro Galleano. Fu commissionata dalla Compagnia dell\u2019Addolorata cos\u00ec come un\u2019altra pregevole statua posizionata nella Cappella dell\u2019Addolorata nella navata destra, rappresentante il <u>Cristo deposto<\/u>, pure del primo Settecento. Nella Cappella si possono ammirare anche la statua della <u>Madonna dei<\/u> <u>Sette Dolori<\/u> ed una originale <u>Croce della passione <\/u>della stessa epoca, interessante esempio di religiosit\u00e0 popolare: vi sono appesi tutti gli oggetti simbolo della passione del Cristo. Pure ad una sensibilit\u00e0 popolare va ascritto infine il singolare <u>Purgatorio<\/u> in cotto che adorna la base dell\u2019altare, forse gi\u00e0 ottocentesco.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;354&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;355&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]La chiesa conserva inoltre sculture lignee provenienti da due conventi salesi soppressi nel 1802 per effetto delle leggi napoleoniche. Si tratta del <u>Ges\u00f9 fanciullo benedicente<\/u> che regge nelle sue mani un globo crucigero, a simboleggiare la sua sovranit\u00e0 sul mondo: scultura di ottima fattura databile al Settecento e in origine esposta nel convento delle domenicane di S. Gerolamo. Al 1613 risale invece l\u2019altra statua lignea, raffigurante <u>S. Chiara<\/u>, proveniente dal convento delle francescane di S. Chiara. Ora ambedue esposte nella Cappella terminale della navata destra.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;356&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]La quadreria comprende un interessante dipinto del Seicento raffigurante la <u>Vergine del Rosario<\/u> con S. Pio V, S. Domenico e S. Caterina da Siena: la Vergine con Bambino porge a S. Domenico la corona del Rosario. Pio V, che molto contribu\u00ec alla diffusione della devozione del Rosario, era un Ghislieri nativo di Bosco Marengo, figura legata a Sale perch\u00e9 un ramo della nobile famiglia Ghislieri era qui attestata gi\u00e0 nel primo Cinquecento. La tela proviene dal soppresso convento di S. Gerolamo e si trova in S. Maria dal 1802. Degne di attenzione sono pure le tele raffiguranti rispettivamente le <u>Nozze mistiche di S. Caterina <\/u>(fine XVII \u2013 primi XVIII secolo) e <u>S. Nicola con S. Lucia e S. Agata<\/u>, della prima met\u00e0 del Settecento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;357&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row lg_spacing=&#8221;padding_top:50&#8243; md_spacing=&#8221;padding_top:30&#8243; sm_spacing=&#8221;padding_top:20&#8243;][vc_column width=&#8221;10\/12&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Vanno ricordati infine un prezioso Organo Lingiardi del 1831 e la ricca dotazione di abiti liturgici del Settecento \u2013 Ottocento che la chiesa ancora conserva.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/12&#8243;][tm_w_better_custom_menu title=&#8221;S.Maria e S.Siro&#8221; nav_menu=&#8221;s-maria-e-s-siro&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[vc_row][vc_column][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Nonostante le traversie subite nel corso della sua lunga storia, la chiesa conserva tutt\u2019oggi arredi pregevoli che ci parlano delle variazioni avvenute per secoli nel culto e nelle pratiche devozionali: insomma essi sono i segni lasciati dalla storia religiosa di una comunit\u00e0. Innanzi tutto si impone all\u2019attenzione del visitatore il maestoso altare maggiore, in stile lombardo, opera di notevole qualit\u00e0 esecutiva, la cui esecuzione si deve al marmorino Buzzi di Viggi\u00f9. E\u2019 datato 1775 ed \u00e8 stato realizzato in marmi policromi, molti dei quali provenienti da cave dell\u2019alta Lombardia oggi estinte. La balaustra che delimita l\u2019area invece \u00e8 pi\u00f9 antica: reca incise la data (1660) e il nome del committente, Antonio Boveri. L\u2019area presbiteriale \u00e8 ornata inoltre da due colossali statue in stucco, risalenti alla fine del Seicento. Di chiara impronta barocca esse vogliono testimoniare il lontano passato pievano della chiesa stessa e rappresentano S. Siro e S. Apollinare. Sempre alla sensibilit\u00e0 barocca si richiama la Cappella terminale della navata destra. In questo impianto decorativo spiccano le belle figure in stucco di S. Giovanni Evangelista e S. 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Si tratta di una iconografia rarissima: la scritta ivi incisa ricorda appunto il pellegrinaggio di Lazzaro in Terrasanta donde riport\u00f2 l\u2019impronta del sacro piede. Degno pure di attenzione anche il bel fonte battesimale del Seicento, anch\u2019esso in marmo, posizionato all\u2019ingresso della chiesa sul lato sinistro. S.Maria conserva, soprattutto, un ricco corredo di sculture lignee, tutte di alto livello qualitativo. Nella navata sinistra \u00e8 esposta la splendida Madonna Addolorata, opera del primo Settecento che ha attirato l\u2019attenzione degli studiosi (Cervini, Sanguineti, Spantigati), probabilmente resto di un prestigioso gruppo scultoreo che veniva portato in processione il Venerd\u00ec Santo. L\u2019opera \u00e8 stata attribuita ad un allievo del Maragliano, celebre scultore genovese, forse Pietro Galleano. Fu commissionata dalla Compagnia dell\u2019Addolorata cos\u00ec come un\u2019altra pregevole statua posizionata nella Cappella dell\u2019Addolorata nella navata destra, rappresentante il Cristo deposto, pure del primo Settecento. Nella Cappella si possono ammirare anche la statua della Madonna dei Sette Dolori ed una originale Croce della passione della stessa epoca, interessante esempio di religiosit\u00e0 popolare: vi sono appesi tutti gli oggetti simbolo della passione del Cristo. Pure ad una sensibilit\u00e0 popolare va ascritto infine il singolare Purgatorio in cotto che adorna la base dell\u2019altare, forse gi\u00e0 ottocentesco. 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