{"id":87,"date":"2025-05-01T22:07:59","date_gmt":"2025-05-01T20:07:59","guid":{"rendered":"https:\/\/santamariaesansiro.it\/web\/?page_id=87"},"modified":"2025-05-02T14:49:15","modified_gmt":"2025-05-02T12:49:15","slug":"larchitettura","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/santamariaesansiro.it\/web\/chiesa\/larchitettura\/","title":{"rendered":"L&#8217;architettura"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Oggi \u00e8 impossibile avanzare ipotesi circostanziate sulla struttura della prima chiesa di S. Maria. Possiamo arguire che fu edificio di una certa rilevanza, se era stato teatro di cos\u00ec importanti eventi, ma solo una estesa ed approfondita indagine archeologica potrebbe fornire qualche barlume in pi\u00f9.[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;345&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; css=&#8221;&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]L\u2019edificio che oggi vediamo risale agli anni tra la fine del Trecento e l\u2019inizio del Quattrocento: i suoi principali riferimenti stilistici si situano nell\u2019ambito del gotico lombardo e, pi\u00f9 precisamente, dell\u2019area Lomellina. La tipologia \u00e8 quella delle cosiddette \u201cchiese a sala\u201d: le navate laterali hanno un\u2019altezza tale da creare, insieme alla navata centrale, l\u2019effetto di un ambiente unitario, percepibile in un solo colpo d\u2019occhio.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;346&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]La facciata \u00e8 austera ma vivacizzata da tre portali a sesto acuto lievemente strombati, con una ricca decorazione in cotto, e da due contrafforti sormontati da pinnacoli. I portoni laterali sono contornati da raffinate formelle \u2013 che hanno attirato l\u2019attenzione degli studiosi \u2013 mentre il contorno del portale centrale \u00e8 sottolineato da un susseguirsi di decorazioni a cordone ritorto e a motivi vegetali. Siamo di fronte a modelli tipici dell\u2019architettura visconteo \u2013 sforzesca in laterizio, una tipologia comprendente particolari stilemi quali l\u2019elaborazione dei portali archiacuti entro riquadratura con la presenza di formelle in cotto decorate che danno origine ad un organismo nel complesso raffinato.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;347&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]L\u2019interno \u00e8 diviso in tre navate distribuite in cinque campate, in fondo alle quali si aprono un coro centrale e due cappelle di pianta pressoch\u00e9 quadrata: \u00e8 qui evidente una rigorosa geometria, basata sulla ripetizione in pianta di moduli quadrati riconducibile al modello delle chiese cistercensi. Il ritmo \u00e8 scandito da poderose colonne cilindriche sormontate da austeri capitelli cubici, le volte sono a crociera, costolonate, caratteristica questa dell\u2019architettura gotica. Si crea cos\u00ec uno spazio luminoso, in cui le parti si corrispondono in equilibrio armonioso, a formare un\u2019area di nobile e sobria bellezza. Se quindi la spazialit\u00e0 e il rigore della pianta sono ancora quelli degli ambienti cistercensi, l\u2019impostazione formale complessiva conferma un inquadramento della fondazione di S. Maria nella produzione tardo trecentesca dell\u2019architettura religiosa padana. Naturalmente vanno considerate le trasformazioni avvenute all\u2019interno nel corso dei secoli: possiamo cos\u00ec immaginare le pareti interne completamente affrescate nel Quattrocento, secondo un uso molto diffuso all\u2019epoca, mentre gi\u00e0 nel secondo Cinquecento, per effetto delle nuove norme sancite dalla Controriforma, \u00e8 probabile siano avvenuti cambiamenti significativi negli arredi interni, continuati poi tra Sei e Settecento in omaggio alla nuova estetica barocca, di cui reca ancora tracce l\u2019area presbiteriale. I restauri di don Franzosi elimineranno infatti alcuni altari, retaggio di quell\u2019epoca e di quel gusto, ritornando alla sobriet\u00e0 primigenia.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;348&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; css=&#8221;&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Va aggiunto che il campanile originario formava un corpo unico con la chiesa ed era situato in corrispondenza del portale di sinistra. In una relazione del parroco, stesa in occasione di una visita pastorale nel tardo Seicento, viene definito come <em>l\u2019altissima torre in ordine gotico<\/em>. Croll\u00f2 rovinosamente in una notte del febbraio 1704, trascinando con s\u00e9 parte della facciata, fortunatamente senza fare vittime. Venne ricostruito in grande fretta, ovviamente nello stile tardo barocco dell\u2019epoca, questa volta all\u2019esterno della chiesa.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row lg_spacing=&#8221;padding_top:50&#8243; md_spacing=&#8221;padding_top:30&#8243; sm_spacing=&#8221;padding_top:20&#8243;][vc_column width=&#8221;10\/12&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Foto: G.Donato, C.Pleba, Archivio Immagini Uff. Beni Culturali Diocesi di Tortona<\/p>\n<p>\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/12&#8243;][tm_w_better_custom_menu title=&#8221;S.Maria e S.Siro&#8221; nav_menu=&#8221;s-maria-e-s-siro&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[vc_row][vc_column][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Oggi \u00e8 impossibile avanzare ipotesi circostanziate sulla struttura della prima chiesa di S. Maria. 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