
Nel luglio 2024, in occasione della festa patronale di Sant’Anna, è stato presentato il restauro della statua lignea settecentesca del Cristo deposto.
La statua è menzionata sia in un Inventario di tutte le suppellettili del 1749, sia nella Visita Pastorale del 1750. In quest’ultima si ricorda, nella Cappella della Madonna Addolorata, la presenza di una statua “D. Nostri Iesus Christi mortui” (F. Pertusari, 1750), in legno, distesa su una tavola e posta all’interno di una nicchia. “Detta cappella è fatta di recente di marmo, con cornice a rispettivi nichij, con sue vetrate davanti ed è mantenuta dalla Compagnia che vi è eretta” (Tornielli, 1749).
Il fatto che la parte destra del corpo, non visibile ai fedeli, non sia rifinita nell’intaglio come l’altro fianco, fa supporre che la statua fosse stata realizzata per essere collocata stabilmente nella nicchia, e non per essere portata in processione.
Dopo il restauro è stato deciso di non ricollocare la statua nella nicchia, per evitare l’esposizione agli agenti atmosferici (luce e variazioni di temperatura) che avevano causato il forte degrado del manufatto. Il Cristo è stato invece posto alla base dell’altare su un apposito supporto ligneo, che ne consente il distacco dall’umidità di risalita proveniente dal pavimento.